pattinaggio artistico a rotelle

ho mollato perchè… (tanto i mondiali non li faccio)

Probabilmente nemmeno io ci andrò mai a fare i campionati del mondo. E probabilmente anche molti lettori non riusciranno nell’impresa. Ma la faccenda non è questa.

E’  l’auto-sabotaggio così sottile con cui si affrontano determinati problemi il vero dramma. Ho sentito un sacco di ragazze che hanno lasciato perdere dire la stessa frase. Come un lungo copione passato di mano in mano.

Ed è un copione che, fondamentalmente, non ha nulla di errato. Si resta con i piedi in terra ben saldi nella realtà: “Non ho le capacità quindi è inutile che ci provo”. Ad una prima vista il giochino mentale funziona alla perfezione, condito poi con una parte di piccolo vittimismo che fa sempre fashion.
Non mi impegno (o peggio mollo tutto) perchè so quello che valgo e ne prendo atto. Leggitimo!

Io credo che sia proprio il contrario!

Parliamoci chiaro, hai smesso di allenarti o lo stai facendo saltuariamente perchè VORRESTI arrivare a fare i campionati del mondo ma siccome non hai la forza di combattere fino alla fine allora lasci perdere.
Se sapessi DAVVERO quello che vali continueresti ad allenarti perchè ti piace e basta. Anche solo per il gusto della sfida che si ha nell’affrontare una nuova difficoltà. Non è questione di valutare se stessi accettando la realtà di non essere abbastanza forti, è questione che si è rimasti delusi dalle aspettative e si sta cercando una soluzione che metta pace alla coscienza

Chi lascia, trascinandosi una scusa simile, è perchè vorrebbe vedersi in posizioni di prestigio (e non solo nel pattinaggio questa è una cosa che trascende il mero ambito sportivo) ma deluso da se stesso per non avercela fatta, si copre con una coltre di vittimismo non facendo nemmeno quello che, a prescindere, gli dava piacere. Se molli in quello che ti piace, come puoi riuscire in qualcos’altro?
Come dicono i vecchi dalle mie parti “per fare un dispetto alla moglie si taglia i testicoli”. Quando non arrivo a raggiungere le mie aspettative mollo tutto anche se mi piace.

In questo blog, ed in qualche forum, ho sempre sostenuto di “sognare in grande”: di credere in noi stessi di non mollare e di restare fedeli a quella visione, alla nostra visione. Questo perchè ci rende liberi e migliori. Perchè se io mi aspettassi davvero di arrivare a fare i campionati mondiali avrei ovviamente già lasciato perdere.
Lo so che forse non ci arriverò mai, ma non è certamente questo il punto. Il punto è che grazie a questa spinta, all’idea, al sogno ed alla visione continuo ad allenarmi seriamente, riempiendomi di lividi che non so come ho contratto e scoprendo ogni volta che sono appena un po’ migliore (appena poco poco) di quanto non immaginassi.

Una ragazza di Milano mi accusò una volta di essere un visionario, disse che ero un pazzo a credere in queste cose. Che tutti avrebbero dovuto fare come lei, pattinare da sola perchè tanto le cose serie non le avrebbe mai fatte. Affermava che “dire alla gente che si può sognare significa illudere le persone.”

Mentre chi esegue un non-allenamento forte della sicurezza di non riuscire resta  una persona che nemmeno ci ha provato.

Continuerò a farlo, a rimbalzare sull’asfalto, a sudare, a coprirmi di polvere di colore diverso a seconda delle piste… Continueranno a trovarmi lividi che non sapevo di avere, continuerò ad arrabbiarmi sull’axel che va e viene nemmeno fosse una ex dispettosa e imprecare su ogni maledetto salto che si può sempre perfezionare… Continuerò ad allenarmi, fare quello che ritengo giusto fare per migliorare di poco (appena poco poco) il mio pattinaggio. Perchè so quello che valgo, che non sarò un campione ed è per questo che non ho ancora mollato.

Non arriverò forse mai ai “mondiali”, ma so che vale la pena provarci, a prescindere.
Non pensate di essere campioni e che del mondo avete vinto solo la sfiga, per scadere nel banale: un vincente trova un modo, il perdente una scusa.

Quasi sempre noi siamo l’unico anello debole della catena dei nostri eventi. Deformarsi permette di sostenere carichi maggiori, di durare più a lungo e resistere ancora meglio. Essere troppo rigidi con se stessi porta solamente ad infrangersi (non riesco in questo quindi tanto vale smettere di provare).

Le cose rigide di solito non sono mai le più resistenti.

resistere

 

Pace e amore!

 

ps: un ringraziamento speciale a “Daniela” per la correzione. Tendo a precisare che quello che c’è di giusto è suo, gli errori residui, miei! ^^

 


2 Responses to “ho mollato perchè… (tanto i mondiali non li faccio)”

  1. anna says:

    questi ragionamenti sono stati, e sono ancora a volte, anche i miei. o lo faccio BENE o non lo faccio.
    by l’anello debole
    P.S. l’ultima frase è stupenda, e anche la foto

  2. Miriam says:

    All’inizio di quest’anno ho pensato la stessa cosa.
    23 anni, laureata, sempre e solo gareggiato in UISP.
    Mi sono iscritta alla specialistica, ma un avvenimento mi ha totalmente fatto perdere la voglia di far tutto, compreso il pattinaggio.
    Ho lasciato tutto, nonostante mi fossi iscritta anche quest’anno per la FIHP e UISP , sentivo che non ne valeva più la pena.
    “Col pattinaggio non ci vivo, adesso basta”, oppure “Ho 23 anni, dove spero di andare ancora?”. E poi a Gennaio ho iniziato a ripattinare, per il solo gusto di farlo. Da lì la mia insegnante iniziò a chiedermi perché non gareggiare anche quest’anno, in fondo, nonostante l’università, nonostante il lavoro e la vita sociale, cosa avevo da perdere?
    Mi allenavo con pochissima costanza, una max due volte alla settimana… Mi sono iscritta anche quest’anno alle UISP, le provinciali 4 su 11, regionali terza su 17 con annessa qualificazioni alle nazionali… E se non l’avessi fatto, mi starei ancora a piangere addosso per la mia vita, per quanto sono debole…E invece…Il pattinaggio mi ha ricordato quanto sono forte.
    Se ci sono dei periodi no, bisogna assecondarli…Tanto l’amore vero prima o poi chiama…

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