pattinaggio artistico a rotelle

Quando si vorrebbe imparare in un istante tutto quanto

mi è stata fatta una domanda oggi: “come procede con il pattinaggio?”

Beh, fortunatamente tutto bene, in realtà… ho pensato un attimo prima di rispondere. Si insomma va bene, sto migliorando, imparo nuove cose, continuo ad allenarmi… Insomma non c’è niente di male….
In realtà…

Non è tutto perfetto, sarebbe una enorme balla.  In realtà tutto procede troppo lentamente. E’ come trovarsi immersi fino alla cintola nel miele, cercando di venire fuori. Per qualche minuto si lotta come un disperato cercando di liberare le gambe dalla sostanza appiccicosa. Poi bisogna fermarsi per rifiatare. Allentando i morsi della disperazione, per guardarsi attorn0, pensare ad un modo più intelligente per liberarsi dalla situazione e guadagnare qualche boccata di ossigeno non troppo concitato.

Quando mi guardo indietro a tutto quello che ho fatto mi sento sempre così, come incollato, come se tutto procedesse troppo troppo piano. Vorrei imparare tutto subito, in una unica giornata. Senza dimenarmi come un insetto nel miele solo per arrivare ad una singola semplicissima difficoltà.
Vorrei che arrivasse un allenatore che  potesse insegnarmi tutto quanto, semplicemente dandomi i consigli giusti nel modo giusto, di colpo.

So che moltissimi altri pattinatori vogliono la stessa cosa. Ho visto tantissimi atleti rimbalzare da una società all’altra inseguendo questa chimera. Credendo che “ma l’altro allenatore è migliore te lo dico io”, e poi l’altra allenatrice, e poi l’altra società e poi l’altra squadra e poi…. e poi… e poi niente cambia.

Tutt0 continua ad accadere troppo lentamente. Si impiega troppo tempo ad acquisire nuovi salti e le trottole girano troppo piano…. Durante il disco sei troppo lento e finirai in ritardo con la musica. Tutto sembra incollato allo stesso livello.
La verità fortunatamente non è però questa.

In verità bisognerebbe ricordarsi cosa si è, voler bene ad ogni singolo piccolo miglioramento. Imparare a guardarsi indietro e osservare quanto siamo migliorati. Perchè i miglioramenti ci sono sempre, spesso siamo noi a non volerli vedere, spesso siamo noi che ci aspettiamo troppo da noi stessi. Maledicendoci se non raggiungiamo determinati obiettivi.

Le cose non succedono mai ne troppo velocemente ne troppo lentamente. Non ha senso in realtà pensare a questo. Le cose accadono alla velocità a cui devono accadere. Tutto succede sempre alla velocità giusta. Dopotutto se ci si impegna al massimo, perchè dovremmo essere tristi di non apprendere le cose come in realtà vorremmo.

Quello che vince qui, in questo sport come anche in molti aspetti della vita, è la perseveranza. Non serve velocità, serve costanza. Non ha senso preoccuparsi di essere troppo indietro quando si è certi di aver dato il tutto per tutto in allenamento
Se diamo il massimo guadagnamo la certezza che più rapidamente di così non si potrebbe andare quindi è l’unica esatta velocità adatta a noi.

Se un salto non viene da mesi, ok vuol semplicemente dire che non si è ancora pronti. Se non viene una trottola è perchè il tempo non è pronto. Alla fine succederà, il lavoro paga sempre, ed anche quando tutto sembra fermo, quando niente sembra migliorare la verità è che le cose si stanno preparando.

Più volte mi è capitato di avere dei periodi (anche mesi) in cui non è cambiato nulla. In cui ogni cosa sembrava cristallizzata nello stesso punto. Solo per poi guadagnare tutto il tempo perso in tempi imbarazzanti per quando brevi.

Più volte mi è capitato di vedere ragazze mollare per via di alcuni periodi (anche mesi) in cui niente cambiava per loro. Dove la loro perseveranza non è stata sufficiente e così hanno lasciato i loro sogni abbandonati a se stessi. “Tanto non ero brava, non sarei andata ulteriormente avanti”.  Si trattava solo di non arrendersi è’ sempre così, non bisogna arrendersi, per quanto la situazione possa essere avversa.
Per gli allenatori immagino sia poi anche peggio. Ripetere per mesi e mesi le stesse cose, senza mollare le speranze in noi atleti, anche loro devono ricordarsi che è questione di tempo che le cose si sbloccheranno. Anche loro non devono mollare. Devono continuare a lottare a fianco dei loro atleti, a nostro fianco.

Ed ora ho nuove sfide, come tutti. Non diverse da chi sta provando un doppio axel o un triplo salchow. Non diverse da chi sta studiando un pezzo di musica particolarmente difficile con uno strumento, non diverse da chi sta cercando di apprendere un tuffo con chissà quante rotazioni in aria, non diverse da chi sta imparando un accidenti di toeloop o un difficilissimo tre.

Sono sfide, il superamento dei limiti (qualsiasi essi siano) le rende tali.

E mi devo ricordare di non guardare il calendario, non vedere i mesi che mancano alle gare, non contare i giorni, le ore di allenamento, ne  i minuti del mio disco, nemmeno i decimi di secondo delle parabole in aria.

Voglio imparare a contare solo gli orizzonti superati.


2 Responses to “Quando si vorrebbe imparare in un istante tutto quanto”

  1. Chiara says:

    Ciao Giorgio!!!
    Ho letto questo articolo ed anche quello precedente che mi ero persa.
    Come non ritrovarsi in quello che hai scritto!!! Kavolo come è vero!!!
    Bello l’obiettivo che ti sei posto, contare solo sugli orizzonti superati :-)

    Io, invece, ho mollato tutto, nel senso che ho deciso di non correre più dietro al tempo. Sono mesi e mesi che non ho un risultato, ma da quando ho mollato “il tempo”, pattino con più serenità, con più piacere. Pattino per il gusto di pattinare. Ho ancora voglia di imparare cose nuove, ma non con la frenesia che avevo prima, che mi stava togliendo il senso ed il gusto di quello che facevo. Stavo uccidendo la mia passione.
    E’ vero che la soddisfazione può passare anche per il pianto, ma quando la sofferenza comincia ad uccidere la passione è segno che c’è qualcosa che non va.

    Fare pattinaggio è una passione tosta, ma avere la passione per il pattinaggio agonistico è ancora più tosto, perché è ancora più difficile mantenere un equilibrio tra piacere e risultati.

    Mi fa davvero piacere che tu riesca a mantenere l’equilibrio.
    Complimenti Giorgio, continua così!!!

  2. Stefy says:

    Questo post arriva proprio in un momento particolare per me: io sono quell’altra che vorrebbe imparare tutto al più presto. E soprattutto ora che vorrei imparare il flip per poter fare le gare ma sono ancora in riabilitazione… la situazione non è dissimile,  anzi!  Ora è la lotta per recuperare tutto, domani sarà il flip! 
    Mi vedo come alla moviola, come in un odioso rallenty… ma sì, anche il paragone di arrancare invischiati nel miele è piuttosto azzeccato, direi! 
    E ormai so che devo darmi tempo, ma questo stare in attesa ogni tanto mi pesa.  Perché più passa il tempo e più il mio umore oscilla…lo so sono anche fortunata, avrei potuto star peggio, ecc ecc ecc…. però appunto, il tempo passa inesorabile e nonostante mi stia dedicando attivamente al mio recupero, a volte mi sembra di essere ancora troppo indietro.
    E mi sembra tutto lontanissimo: toeloop, salchow, le trottole. .. volevo lavorare sul flip x le gare… fare il mio disco. .. ma adesso vedo come se tutto fosse cristallizzato, ibernato. Tutto mi appare indistinto, sfocato. E allora vorrei che accadesse tutto prestissimo, come per i salti, le trottole, tutto! Che tutto tornasse subito realtà per me, che i contorni tornassero distinti, finalmente!  E sono sicura che quando finalmente ricomincerò a saltare dovrò stare attenta a non voler strafare subito, perché ho questa cosa dentro, fa parte di me … che a volte mi sento esplodere … e so già che mi entusiasmerò un sacco! ^^
    Perché sicuramente avrò l’istinto di comportarmi uguale quando dovrò recuperare toeloop e salchow e trottola! E come pure quando finalmente mi accingerò a tentare di nuovo il flip! Ahhhh,  non vedo l’ora! 😀
    Ma non devo strafare. ..Ormai lo so. …Il punto è che dovrei essere contenta, in fondo sto pattinando…sì. …ma non posso ancora fare i salti. ..già:
    Niente salti
    Niente trottole
    Niente tre.
    Qualche passo danza, per ricominciare gradualmente. ..e sì,  sono anche contenta perché vedo che mi fa un gran bene, a me la danza piace,  mi è sempre piaciuta! Ma poi a volte il mio umore gira,  e mi sento costretta, legata, belva in gabbia.
    Perché razionalmente capisco tutto e mi trattengo, ma a volte il mio cuore resta indietro, e la passione che ho dentro sfrigola…come braci non sopite sotto la cenere, a cui basta solo un soffio…un alito, per tornare a bruciare! 
    E quando è così, che fare?
    Una doccia fredda? 
    Chiamare i pompieri? 
    Ecco, forse questa cosa del guardarsi indietro mi può aiutare un pò. Effettivamente, se mi guardo indietro sono cambiata tanto,sono migliorata…e non sarà certo una pausa forzata, anche se prolungata,  ad impedirmi di recuperare tutto  e passare al resto! 
    Ma riuscirò a tenere a freno il mio entusiasmo? 
    Una cosa alla volta…ora la riabilitazione, poi si vedrà.
     E nel frattempo. ..mordo il freno!
    <_<

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