pattinaggio artistico a rotelle

Il disco nel pattinaggio artistico a rotelle

Spesso e volentieri mi capita di parlare con la gente del “disco”.
Parlando normalmente alle persone che mi chiedono “hey come sono andati gli allenamenti” rispondo “bene abbiamo fatto anche il disco 3 volte quindi adesso sono tremendamente stanco”

Poi mi fermo divertito ad osservare l’espressione del mio interlocutore mentre con un sorriso di cortesia dice “ah ok!”. In realtà la mimica della sua faccia dice “ma che accidenti sta dicendo questo? il disco? vuoi vedere che li fanno pure cantare?!”

quindi lo spiego una volta per tutte:
Noi siamo pattinatori di artistico, viviamo praticamente nei palazzetti o sulle piste ci alziamo la mattina alle 8.45 per stare in pista alle 9.3o di domenica (già perchè a Fermo che fa PROVINCIA non c’è una pista di pattinaggio accessibile ai comuni mortali che vogliono solo pattinare. Così dobbiamo andare a quella della nostra società che sta a 30km di distanza. Infatti pare che le piste del fermano siano state misteriosamente privatizzate dai preti) (si si avete letto bene nessun errore, dai preti!!)

Quindi,  i pattinatori di artistico (che, come avete visto, si alzano la domenica mattina prima dei testimoni di geova) vivono secondo una loro logica perversa (proprio come i suddetti testimoni)…
Per i comuni mortali il disco ha esattamente questa rappresentazione:


per noi pattinatori di artistico il disco è un concetto ben + complesso:

Il disco è l’insieme della coreografia e della musica, un mix di danza, paura, dolcezza, fatica, grazia… è “l’esercizio” che porteremo alle gare o agli spettacoli.
E’ il concentrato del lavoro di un anno.

Per questo chiamarlo esercizio è tremendamente riduttivo…. La coreografia è solamente la parte coreografica il tempo e i movimenti mentre la musica è la mera parte sonora. Inoltre in questo mix di movimenti e note c’è l’interpretazione personale di ogni atleta e per completare l’opera c’è lo sporco lavoro squisitamente meccanico delle nostre ali (i pattini) che qualcuno dovrà pur farlo.

Ogni disco comporta una notevole fatica sia fisica che mentale, dura solo 3 minuti in media ma ci si allena un intero anno e a volte anche di più proprio per riuscire a dare tutto in quei 180 secondi. Si finisce l’esercizio stanchi, spossati,  con il fiatone, e un paio di litri di adrenalina in circolo.

Il disco sono le nostre emozioni buttate li in mezzo alla pista come gli spaghetti a cuocere nella pentola con una coreografia che sta li solo a dirci cosa fare quando farlo.
La sfiga è che le istruzioni della coreografia finiscono li… le istruzioni della coreografia non accennano assolutamente SUL COME FARLE quelle cose.
Così ogni disco è fortemente dipendente dallo stato d’animo. Fare un disco significa creare qualcosa che esisterà solo per quei 3 minuti di musica, dopo di che svanirà per sempre lasciando si spera solo una emozione in chi lo ha visto.
E le energie usate sono davvero tante…. e delle volte sono proprio TUTTE.

Ecco cosa è il disco nel pattinaggio a rotelle…

Così quando un pattinatore vi dirà che ha fatto il disco sorridete quanto più riuscite, guardate il pattinatore o la pattinatrice negli occhi e dite: “Spero davvero tanto ti sia venuto bene!” e ditelo con il cuore o ce ne accorgeremo!

Notte gente


Condividi su Facebook
condividi su g +

2 Responses to “Il disco nel pattinaggio artistico a rotelle”

  1. Martina says:

    Veramente…..quando parli ad una persona del disco…fa la stesssa espressione che hai descritto!!!
    Cmq quello che hai scritto è verissimo……e leggendolo sono rimasta senza parole!!! Fantasticooooooooooo, sembra che facevo il disco mentre lo leggevoooooooo e provavo tutte le emozioni che provo in gare!!! Grande Giorgiooooooooo!!!!

  2. antonio says:

    PIANGO! E’ vero, piango, parole che toccano il cuore di chi si impegna, a mio avviso, a preparare quel disco. E’ senza dubbio riduttivo, limitare a quello che sono l’emozioni di un atleta, è da considerare lo sforzo di un allenatore, l’impegno della società, ma soprattutto, il prodigarsi dei genitori nel correre spesso e volentieri fino all’ultimo giorno prima della gara tanto attesa, nel sistemare il body o abito da gara, appiccicare gli strass o quant’altro etc. Condivido con te, ma quel disco, credo che sia tutto sia per l’atleta, allenatore e società, sia per i genitori, sponsor e di tutte quelle persone che non hanno una visibilità reale ma che esistono come stilisti, coreografi, scenografi e perfino come in ogni palinsesto teatrale, falegnami, fabbri, tappezzieri etc. è un mondo talmente grande e aperto che ci circonda e non lo si vede. Ciao

Rispondi

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud

See also: