stanco coperto di sudore e polvere

Quando si pattina ci sono quegli esercizi che non si riesce e per farli venire e non c’è apparentemente nulla che si possa fare:
manca sempre quel dettaglio fondamentale che ti sei dimenticato per strada.
Un braccio troppo dietro, una gamba troppo avanti, il peso non sul tacco, o troppo sul tacco. E allora noi pattinatori che siamo delle rare bestie, cominciamo la lotta contro quello che riteniamo  “l’impossibile.”

“Ma come si fa il toeloop, è impossibile!” e un mese dopo fai perfettamente le catene da 3
“ma come si fa l’esterna è impossibile” e un mese dopo fai esterna cambio interna cambio esterna

Questo comporta ore e ore di sudore e ore e ore di allenamento, e tanti ma tanti tentativi andati in fumo, evaporati sulla superficie rovente di una pista in cemento rosso.

Fai quel salto, e non viene. Poi lo fai di nuovo, e non viene. E poi ancora, e non viene, e ancora e ancora e ancora…. ogni volta cadendo. E ogni volta ringraziando Dio o chi per lui che non ti sei fratturato un braccio cercando di attutire la caduta.
Ci si sforza di capire cosa non va e di seguire quello che dice l’allenatrice. non è sempre facile, il cervello dice una cosa ma devi fare l’opposto. Di nuovo, cavolo!

Ma la stanchezza e i colpi, col tempo, inevitabilmente vengono accusati. Ma non ci si ferma, siamo pattinatori, è solo questione di esercizio, e lo sappiamo bene.
Ad ogni caduta la superficie della pista diventa stranamente più calda. Si comincia a sudare,  da fastidio, i vestiti madidi, ma si continua…e senza apparente motivo dopo il quarantesimo tentativo e la trentottesima caduta (poichè 2 volte non sei caduto chissà perchè ma hai comunque sbagliato tutto) succede qualcosa, si rompe una molla, scatta un interruttore, si spegne una luce, succede così, di colpo e senza motivo.

TUTTO E’ PERDUTO!

Ci si trova in mezzo alla pista… Seduti a terra, stanchi, doloranti e coperti di polvere. I vestiti con macchie sfumate, firma di qualche caduta particolarmente violenta.E lo sconforto sostituisce la determinazione. Ad un tratto persino lo stare seduti diventa faticoso
Ci si allunga sulla pista, supini a guardare il cielo. E per un attimo la mente valuta il fatto che verrà lasciata una macchia di sudore sulla superficie sottostante. Un po’ ci si vergogna di quel sudore a terra, e un po’ fa schifo, ma in quell’istante, tutto quello che si cerca è il cielo. Nemmeno ci fossimo dimenticati che è sempre li, lui.
Contemporaneamente qualche livido che ancora deve apparire  ti ricorda che hai delle articolazioni e che le suddette articolazioni vorrebbero un po’ di coccole una volta a casa.
Il cielo è lassù in alto, dritto avanti a te. Mentre saltavi 20 secondi prima lo stesso cielo era appena + vicino… la macchia di sudore sotto la schiena e sotto il sedere si spande, forse è il caso di rialzarsi, che schifo…

Un paio di compagne ti passano accanto, ti guardano, ma non dicono nulla. Sanno che sei stanco e coperto di polvere, sanno che sei sudato e demoralizzato. Ma non dicono niente. Non perchè siano stronze anzi, tutto l’opposto. Parlare sarebbe estremamente maleducato. Sanno benissimo che non c’è niente da dire. Che stai solo ricalibrando le distanze per quel cielo lassù avanti a te. Alcune hanno solo 10 anni, ma sanno già che non serve parlare. Anche loro ci sono passate. E ti lasciano in pace, il silenzio è quello che ti serve in quel momento. Loro lo sanno sono pattinatrici, lo sanno… Al massimo ti chiedono “tutto ok” tanto per essere sicure che non ti sei fatto male. Basta un tuo cenno della testa, e la discussione come è giusto finisce così! Loro lo sanno…

Poi qualcosa, una cosa qualsiasi ti sveglia. Ti ricordi che se non ti muovi il cielo resterà sempre lassù, avanti a te e non potrai fare niente se continui a fissarlo. Un pensiero, rapido invisibile rompe quell’istante. Le distanze per il cielo ora sono ri calibrate. L’obiettivo dopotutto è sempre lassù è li dove dovrebbe essere.

E’ un percorso non una meta.

serve…. FORZA

bisogna rialzarsi o quell’axel col cavolo che lo atterri completo….  in piedi in piedi, le lancette corrono corrono corrono, le nazionali sono tra appena 11 mesi (forse) non c’è tempo… bisogna fare l’abbassata, perfezionare l’ingresso con i tre sull’esterna… C’è così tanto da fare il tempo è pochissimo ed il cielo è così in alto… saltare…. Adesso, non dopo ADESSO

ancora uno, ancora un solo tentativo… beh no magari altri due o tre, non si sa mai venga al terzo…. questione di statistica e grandi numeri. Anche se i muscoli non sono poi così d’accordo con la statistica

ok, in piedi allora: “allenatrice: com’era la preparazione? mi sa che sbaglio qualcosa ma non capisco cosa….”
“no ma che stai facendo non è così, aspetta ti rispiego tutto da capo allora:

DA CAPO! quello che serve, da capo, finchè non viene. Da capo. Adoro queste parole.

Significa che hai ancora almeno una possibilità di riuscire, finche si potrà ricominciare da capo, c’è una speranza. Ed è quella che serve!

Dopotutto quando ho iniziato, anche il toeloop era impossibile…. Di nuovo, forza!

tutorial sul pattinaggio: UTOPIA

Non è una novità, questo sport è terribile. Trovare qualcuno con la voglia di aiutarti gratuitamente è praticamente impossibile, credevo fosse solo un problema locale. Ma le schifezze di questo sport sono sono note a tutti, quello che mi ha sconvolto è stato youtube, il figlio della grande rete globale di segnali di fumo (cit.)

La rete è meravigliosa sotto certi punti di vista, ci sono persone che aiutano altre a fare qualsiasi cosa.
Da tutorial base fino ad avanzati su come fare determinati passi di hip-hop:

fino a tutorial su come smontare senza distruggerlo un nuovissimo iphone 4 entrato in commercio solo pochi mesi fa:

ma se al database video più grande mai conosciuto dal genere umano viene chiesto qualche tutorial che so…. sui sollevamenti da fare per le coppie artistico?

NIENTE…

tanti video di gare, o di allenamenti ma niente e nessuno che spieghi grossomodo COME fare a farli, dove fare pressione come sollevare. Insomma un tutorial come si deve… niente… in realtà qualcosa c’è (anche se molto parziale):

Questo video è si un tutorial su un sollevamento, (anche se non spiegano niente) ma è per il SURF IN TANDEM.

Insomma, la gente si aiuta, si coalizza, chi sa prova a dire cose a chi ne sa meno, chi non sa impara, la rete cresce in continuazione, l’umanità avanza più velocemente che mai ma per il pattinaggio no… questo non vale. I segreti sono di pochi, chi ne sa, non dice. Chi vorrebbe dire, non sa.

E mentre si può imparare come cambiare le corde di una chitarra:

nessuno ha ancora spiegato come fare un sollevamento base. Ma a cosa serve la conoscenza se non viene condivisa?

Andiamo accidenti, possibile che nessuno ancora ci ha pensato? CAVOLO! da non credere, una tizia qualsiasi è diventata FAMOSSISSIMA perchè fa tutorial su come truccarsi. Per carità sarà pure brava, ma da questo a diventare famosa… E nessuno mette su uno straccio di spiegazione su come effettuare uno stupido sollevamento?

Cercare bene si trovano istruzioni su come fabbricare dell’esplosivo con ingredienti di facile reperibilità. ESPLOSIVO capito, una cosa che uccide la gente! Ed io non riesco a trovare una cosa chiara su come si fa un sollevamento. CAVOLO

Sono ufficialmente sconcertato!

Resoconto postumo delle nazionali: tranquillità in gara? è possibile!

Ebbene si sono passati un sacco di giorni dall’ultimo aggiornamento, ma tra lavoro e allenamenti giuro che non si arriva a fare tutto. Sono ufficialmente in ferie che passerò (se tutto va bene) pattinando.

Un piccolo resoconto assai lontano e remoto delle gare di mirandola:

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Che il pattinaggio artistico non è uno “sport normale” come tutti sanno è una faccenda oramai assodata. Ed essere uno dei pochi maschi a praticarlo una doppia fortuna.

La prima fortuna è che ovviamente sei circondato da ragazze e ammettiamolo, il più delle volte, stupende

La seconda fortuna è data dal fatto che i maschi in situazioni estreme tendono a fare quadrato con la semplicità degna dei bimbi. Per situazioni estreme mi riferisco al fatto di essere circondati da ragazze pronte a sputare veleno contro le loro avversarie, le loro compagne di squadra, le loro allenatrici e anche a tutto il resto del mondo.

Un ringraziamento quindi è doveroso a Gabriele (il moon walk all’uscita della pista ci voleva e la prossima volta organizziamo una coreografia migliore) ed a Emanuele (il primo in assoluto che mi ha riconosciuto a causa del blog e che mi sostiene)
Un appunto per Andrea invece: occhio che tra un anno sono cavoli tuoi. Sallo! e apparte gli scherzi s0n0 stato davvero fiero del tue secondo posto si si :)

Ma ancora più importante è che ho imparato che niente può andare male. Se si pattina in questa ottica allora si può pensare davvero al pattinaggio (inteso al modo in cui ciascuno pattina) e dare il proprio massimo.

Con un esempio spero di rendere quello che voglio dire: quando si pensa ai disabili le immagini che ci frullano in testa sono sempre le solite: Gente che sta in un angolo, schivata da molti, aiutata da pochi, tendenzialmente molto tristi. Eppure… c’è questo ragazzo americano che nel 2006 è stato in grado di effettuare il primo backflip su una sedia a rotelle. Insomma è già difficile farlo con 4 arti…

Le cose per lui non sono andate bene. E’ vero, ha avuto una gran sfiga ad essere in quella situazione. Ma nonostante tutto, le cose per lui non sono andate male per niente. A questo pensavo in prova pista. Le cose non possono andare male. Si è sempre in grado di recuperare se stessi dalle peggiori situazioni. Insomma ho 4 arti funzionanti, sto facendo la prova pista degli italiani, so già che arriverò ultimo. Che ci può essere che non va?addirittura sapere il proprio piazzamento in anticipo, cioè meglio di così…. e poi se non fossi arrivato ultimo sarebbe stato per demerito di altri e non per merito mio, quindi mi sarei sentito comunque di arrivare ultimo…

Così ho cominciato ad affidarmi. Potete chiamarlo, dio… destino… karma… oppure solo autonvincimento psicologico, non importa.
Una volta realizzato ho iniziato a fare catene di rit come se piovesse, flip come non ne avevo mai fatti, trottole con settordici giri. Insomma che cosa sarebbe potuto andare male. Avere paura era semplicemente INUTILE. Bastava lanciarsi, bastava affidarsi bastava farlo ed essere tranquilli. Non ci sono cose che possono andare storte in fondo. E anche se le cose andassero storte, beh ci saremmo sempre noi a recuperarle facendo un backflip senza poter camminare. Quindi… A cosa serve preoccuparsi.

Durante la prova pista ero così tranquillo e nello stesso tempo concentrato che dovevo fisicamente guardare Val a bordo pista che mi dava le indicazioni, non la sentivo, non sentivo nemmeno i rumori ambientali non vedevo il pubblico, ne i miei “avversari”. Non c’era niente altro che io i pattini e la pista. E mi sentivo in caduta libera, ma certo che l’atterraggio sarebbe stato non solo morbido, ma estremamente figo.

In gara ho pattinato ben oltre le mie possibilità, ho fatto strabene, ho preso il mio ultimo posto ed ho mangiato il mio pezzo di parmigiano.

Affidarsi ed affidarsi ancora e niente potrà ferirci mai.
Dopotutto noi siamo al sicuro da quando siamo nati. E’ scritto addirittura nel vangelo. Ma in chiesa non lo faranno leggere mai quel passo, meglio parlare di morti appesi alle croci, di traditori impiccati, di gente che resuscita. Resta più impresso…
Chi mi conosce lo sa bene, odio la chiesa, profondamente di un odio tagliente e distaccato!
E questo è un altro motivo da aggiungere alla lunga lista… farei leggere questo passo come penitenza dopo ogni confessione, 50 volte. Altro che dire 50 ave marie: che cavolo ci fai a ripetere 50 volte una specie di nenia in modalità semi automatica… che peccato e quanta tranquillità sprecata

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Vangelo secondo Matteo 6, 25 in poi

Perciò io vi dico: non preoccupatevi troppo del mangiare e del bere che vi servono per vivere, o dei vestiti che vi servono per coprirvi. Non è forse vero che la vita è più importante del cibo e che il corpo è più importante del vestito? «Guardate gli uccelli che vivono in libertà: essi non seminano, non raccolgono e non mettono il raccolto nei granai… eppure il Padre vostro che è in cielo li nutre! Ebbene, voi non valete forse più di loro? «E chi di voi con tutte le sue preoccupazioni può vivere un giorno più di quel che è stabilito? «Anche per i vestiti, perché vi preoccupate tanto? Guardate come crescono i fiori dei campi: non lavorano, non si fanno vestiti… eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, con tutta la sua ricchezza, ha mai avuto un vestito così bello! Se dunque Dio rende così belli i fiori dei campi che oggi ci sono e il giorno dopo vengono bruciati, a maggior ragione procurerà un vestito a voi, gente di poca fede! «Dunque, non state a preoccuparvi troppo, dicendo: “Che cosa mangeremo?, che cosa berremo?, come ci vestiremo?
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chi di noi se si preoccupa può atterrare decentemente da un salto? fai il salto e cominci a preoccuparti dell’arrivo… ovvio che lo sbagli. Affidarsi, l’arrivo sarà impeccabile…. affidarsi e i passaggi saranno perfetti.

Serve tranquillità

serve pace

serve… amore!